martedì 5 giugno 2012

L'Olio del .... Cuore

Come salvare il cuore con un cucchiaio d’olio


L’assunzione quotidiana di 25ml di extravergine associata a stili di vita corretti previene il rischio cardiovascolare. La ricerca Eurolive ha studiato come migliorare la dieta mediterranea grazie a prodotti di eccellenza.
Di Barbara Mengozzi pubblicato sulla rivista "Olivo e Olio" Anno XV-Aprile 2012 n°4
L’olio extravergine di oliva ad alto contenuto di polifenoli può contribuire a ridurre il rischio cardiovascolare.
È giunto a questa conclusione lo studio Eurolive, finalizzato a valutare gli effetti di dosi giornaliere standard di olio di oliva, con differenti dosaggi di polifenoli, sul danno ossidativo a carico dei grassi (lipidi) del sangue.
Si è trattato di un progetto di estremo rigore scientifico, condotto da un gruppo di ricercatori europei, in rappresentanza di Spagna, Italia, Danimarca, Finlandia, Germania e Grecia, sotto la regia di Maria Isabel Covas dell’Institut Municipal D’Investigacio Medica Di Barcellona, e finanziato con i fondi del V programma quadro dell’Unione Europea.
Il protocollo della ricerca è stato messo a punto intorno alla fine degli anni ’90 - spiega Antonio Vittorino Gaddi, direttore del Centro Per lo Studio Dell’Aterosclerosi E Delle Malattie Dimetaboliche G.C. Descovich dell’Università Di Bologna – sulla base di tre specifiche esigenze: quelle di pervenire a risultati univoci, di validità scientifica, sugli oli di oliva e sul potenziale della dieta mediterranea, fino a quel momento oggetto di studi frammentari e dagli esiti discordanti: il forte interesse, manifestato in primis dal gruppo spagnolo, ad approfondire gli effetti antiossidanti dell’olio di oliva e i relativi meccanismi di azione e, infine, la curiosità di verificare se una corretta nutrizione procura realmente benefici quantificabili e riproducibili”.
Una Lunga Attesa
Ci sono voluti tre anni per definire il protocollo di ricerca, cinque anni per effettuare lo studio e altrettanti per analizzare i dati, pubblicare i risultati e inviare tutta la documentazione alla Commissione Europea. Una lunga attesa premiata dal riconoscimento delle più prestigiose riviste scientifiche e dal “Disco Verde” dell’EFSA, l’Autorità Europea Per La Sicurezza Alimentare, che approvato i claim salutistici dei polifenoli dell’olio d’oliva ne autorizza la presenza sulle etichette.
A detta del panel dell’Efsa esiste una relazione causa-effetto tra il consumo dei polifenoli dell’olio di oliva e la protezione del LDL (le lipoproteine a bassa densità che trasportano il colesterolo “cattivo”) dal danno ossidativo. Affinchè possa essere rivendicato tale effetto devono essere consumati ogni giorno 5 mg di idrossitirisolo e suoi derivati (la misura chimica quantitativa dei polifenoli), corrispondente a una dose giornaliera di 25 ml di olio di oliva facilmente inseribile nel contesto di una dieta bilanciata.
“Prima di rendere pubbliche le conclusioni del progetto Eurolive – Precisa Gaddi – volevamo aspettare che i risultati acquisiti ricevessero il placet della comunità scientifica internazionale, un processo che ha richiesto tempo e che oggi finalmente possiamo ritenere ultimato. L’Efsa ci ha in qualche modo anticipati e ha espresso la sua opinione autorizzando un claim che risente però di una omissione, in quanto in alcuni punti parla in maniera generica di olio d’oliva mentre nei nostri statement gli effetti antiossidanti sono connessi all’olio extravergine di oliva ad alto tenore di polifenoli”.
Un errore di comunicazione da imputare forse a un atteggiamento conservativo nei riguardi del mercato generale dell’olio in Europa, nel quale agiscono anche multinazionali e non solo piccoli e medi produttori che puntano su prodotti di alta qualità se non di eccellenza. Sarebbe stata utile la precisazione “olio di oliva extravergine” e di provenienza garantita, di per sé correlata a un prodotto di qualità caratterizzato da un elevato contenuto di polifenoli. “Non è corretto, dal punto di vista regolamentatorio, attribuire un claim agli “oli” di oliva tout court – riprende Gaddi –trattandosi di una dizione generica che va a identificare una varietà di prodotti totalmente diversi uno dall’altro”.
L’Efsa precisa che non tutti gli oli riescono a garantire l’apporto di polifenoli inserendosi in una dieta bilanciata: ma è certamente più chiaro per il consumatore raccomandare il consumo preferenziale, se non esclusivo, di oli extravergini di oliva (di preferenza assicurata e ben conservati) perché sono quelli che, grazie all’elevato contenuto di polifenoli, attraverso l’assunzione giornaliera di 25 ml assicurano la protezione nei confronti dello stress ossidativo.
“Nel caso di altri tipi di oli i quantitativi da assumere giornalmente per garantirsi un’analoga protezione sono assai più elevati, per non dire spropositati”.
Stile di vita corretto
Ovviamente ai fini di una corretta prevenzione del rischio cardiovascolare l’assunzione regolare di 25 ml di extravergine va associata a stili di vita corretti che prevedano la cessazione del fumo, un’attività fisica aerobica regolare e un’alimentazione ricca di frutta e verdura nonché povera di zuccheri e grassi animali, come previsto dalla dieta mediterranea. Questo concetto è stato ribadito anche da un team di giovanissimi ricercatori dell’Università di Bologna, Matteo Cevenini, Valeria De Sando e Danilo Benedetto, che hanno studiato la dieta mediterranea e come migliorarla con prodotti di eccellenza come le proteine vegetali, della soia, l’olio d’Oliva EV e numerosi altri cibi“anti-colesterolo”.
Entrando nei dettagli della ricerca Eurolive, ai partecipanti (200 soggetti volontari, sani, di sesso maschile, provenienti da 6 città europee e suddivisi in tre gruppi) sono stati somministrati giornalmente, con sequenze diverse, 25 ml – quantità raccomandata dalla US Food and Drug Amministration – di olio di oliva con differenti concentrazioni di polifenoli: alta (366 mg/kg), media (164 mg/kg) e bassa (2,7 mg/kg). La metodologia adottata e il buon livello qualitativo dello studio conducono ad affermare con sicurezza che l’importante ruolo svolto dall’olio extravergine d’oliva nella riduzione del rischio cardiovascolare non va attribuito solo agli acidi grassi monoinsaturi. “L’alto contenuto in polifenoli di un olio di oliva conduce a benefici aggiuntivi legati alla riduzione del danno ossidativo dei lipidi e quindi a un’azione preventiva nei riguardi dell’infarto miocardico, dell’ateriosclerosi e della trombosi coronarica-conclude Gaddi - . Ma ci sono anche altri effetti potenziali di verifica tra i quali l’aumento di colesterolo HDL sul quale nell’arco di alcuni mesi saremo in grado di fornire risultati precisi, che per ora paiono decisamente confortanti”.
Alleati per la vita.
“Olio e cuore: alleati per la vita” è l’efficace slogan coniato dal Cno per pubblicizzare i risultati della ricerca Eurolive. L’incontro organizzato a Roma lo scorso gennaio è saltato per le avverse condizioni atmosferiche, si è tenuta però una conferenza stampa virtuale, intervistando e mettendo in rete le dichiarazioni del presidente del Cno Gennaro Sicolo, incentrate sul tema della qualità del prodotto alla quale è strettamente correlata la funzione protettiva dei polifenoli.
"L’aumento nel consumo di olio, specialmente nei Paesi non produttori – ha detto Sicolo – non deve invitare a facili ottimismi, anzi deve obbligarci ad un’attenta vigilanza per impedire che produttori senza scrupoli facciano passare per olio italiano di qualità ciò che tale non è. I consumatori, dal canto loro, devono abituarsi a rivolgersi a produttori controllati e certificati da Enti seri, senza badare solo al risparmio per un prodotto così prezioso per la salute come l’olio extravergine”.

Qui di seguito le analisi degli oli Monterisi in data 23 Marzo 2012 effettuate dal Centro Agrochimico Regionale in occasione della 9° Rassegna Olio Monovarietali ASSAM da dove è possibile conoscere le quantità di polifenoli presenti nei vari oli dell'azienda. Clickare sulle immagini per ingrandire.

Cru Bio

Cru Verde
Fruttato Verde



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